Contenuto informativo basato su fonti istituzionali. L’applicazione concreta richiede una valutazione del contesto, del rischio e della normativa vigente.

Ridurre la probabilità di accesso

MFA, blocco dell’autenticazione legacy e Conditional Access riducono l’uso di credenziali rubate. Gli account privilegiati devono essere separati e maggiormente protetti.

SPF, DKIM e DMARC aiutano i destinatari a verificare i messaggi associati ai domini aziendali. La configurazione va progettata e monitorata, evitando passaggi bruschi senza visibilità sui mittenti legittimi.

  • MFA e accesso condizionale
  • Blocco dell’autenticazione legacy
  • SPF, DKIM e percorso DMARC
  • Protezione anti-phishing e impersonation
  • Formazione e segnalazione semplice

Cercare segnali di compromissione

Inoltri esterni, regole inbox sospette, nuove applicazioni autorizzate, modifiche ai metodi MFA e accessi anomali possono indicare abuso.

Gli avvisi devono avere un proprietario e una procedura. Raccogliere log senza capacità di analisi non riduce il tempo di risposta.

Preparare la risposta

Il runbook dovrebbe includere blocco o revoca delle sessioni, messa in sicurezza dell’identità, analisi di regole e autorizzazioni, ricerca dei messaggi inviati e valutazione dell’impatto.

È importante preservare le evidenze e coordinare comunicazioni interne ed esterne, soprattutto in caso di frode o esposizione di dati.

Domande frequenti

Un buon filtro elimina il phishing?+

No. Riduce molti messaggi, ma restano necessari controlli sulle identità, formazione, monitoraggio e risposta.

DMARC si attiva subito in modalità reject?+

È preferibile conoscere prima tutti i mittenti legittimi, osservare i report e procedere gradualmente.

Cambiare la password chiude l’incidente?+

Non sempre. Occorre controllare sessioni, metodi MFA, regole, inoltri, applicazioni autorizzate e attività svolte.

Fonti istituzionali