Contenuto informativo basato su fonti istituzionali. L’applicazione concreta richiede una valutazione del contesto, del rischio e della normativa vigente.

Definire decisioni, ruoli e contatti

NIST SP 800-61 Rev. 3 integra la risposta agli incidenti nella gestione complessiva del rischio: la preparazione non riguarda soltanto il team IT, ma anche direzione, responsabili dei servizi, comunicazione, legale, privacy, fornitori e assicurazione quando presente.

Il piano deve assegnare responsabilità e deleghe, indicare reperibilità e sostituti e prevedere canali fuori banda. La rubrica operativa va resa disponibile anche quando identità, posta o documenti condivisi risultano indisponibili.

  • Responsabile dell’incidente e autorità decisionale
  • Contatti interni, fornitori e supporti specialistici
  • Canali alternativi di comunicazione
  • Criteri di escalation e aggiornamento della direzione
  • Obblighi di segnalazione da valutare con i referenti competenti

Preparare priorità e strumenti di risposta

La checklist CISA raccomanda di conoscere sistemi critici, dipendenze e ordine di ripristino prima dell’incidente. Inventario, diagrammi di rete, accessi custoditi, immagini standard e copie offline o immutabili riducono le decisioni improvvisate.

Il piano deve distinguere contenimento, acquisizione delle evidenze, bonifica e recupero. Spegnere un sistema può limitare il danno quando l’isolamento non è possibile, ma può anche perdere evidenze volatili: la procedura deve spiegare chi valuta questa scelta.

  • Elenco dei servizi critici e delle dipendenze
  • Procedura di isolamento di endpoint, server, rete e cloud
  • Accesso a log, EDR, firewall e console di backup
  • Backup protetti e test di ripristino documentati
  • Modelli per cronologia, decisioni e aggiornamenti

Provare il piano e chiudere le lacune

Un piano non esercitato contiene spesso numeri obsoleti, responsabilità ambigue e dipendenze non dichiarate. Un tabletop periodico permette di verificare il flusso decisionale senza interrompere i sistemi.

Ogni prova deve produrre un elenco di azioni con responsabile e scadenza. Il piano va inoltre riesaminato dopo cambiamenti rilevanti, incidenti, nuovi fornitori o modifiche all’architettura.

Domande frequenti

Il piano ransomware coincide con il disaster recovery?+

No. Il disaster recovery organizza il ripristino tecnico; il piano di risposta comprende anche rilevazione, contenimento, evidenze, decisioni, comunicazioni e coordinamento esterno.

Chi deve approvare il piano?+

La direzione deve conoscere e sostenere ruoli, priorità e autorità decisionali. Le responsabilità concrete dipendono dalla struttura dell’organizzazione e dagli obblighi applicabili.

Quanto spesso va provato?+

La frequenza dipende da rischio e cambiamenti. È utile prevedere esercitazioni periodiche e ripeterle dopo modifiche significative o incidenti.

Fonti istituzionali

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