Contenuto informativo basato su fonti istituzionali. L’applicazione concreta richiede una valutazione del contesto, del rischio e della normativa vigente.

Partire dalle domande giuste

La prima domanda non è quanti giorni impostare, ma da quali eventi occorre recuperare: errore scoperto subito, cancellazione tardiva, corruzione silenziosa, ransomware con lunga permanenza o obbligo di conservazione di specifici documenti.

Per ogni classe di dati vanno collegati RPO, frequenza delle copie, granularità dei punti e durata dello storico. Più punti non significano automaticamente più protezione se sono tutti raggiungibili dallo stesso account o nello stesso dominio di guasto.

  • Tempo medio con cui si scopre un errore
  • Finestra plausibile di compromissione
  • Criticità e volatilità dei dati
  • Vincoli contrattuali e normativi verificati
  • Costo e tempo necessario al recupero

Distinguere backup e conservazione documentale

Il backup sostiene continuità e recupero; non è automaticamente un archivio conforme o un sistema di conservazione a norma. Gli obblighi sui documenti devono essere analizzati con i responsabili legali, privacy e amministrativi e tradotti in sistemi adeguati alla finalità.

Il GDPR richiede che i dati personali siano conservati per un arco di tempo non superiore a quello necessario rispetto alle finalità. Questo principio va conciliato con sicurezza, difesa dei diritti e obblighi applicabili, documentando criteri e cancellazione anche nelle copie.

  • Classificazione per finalità e proprietario
  • Tempi motivati, non ereditati per abitudine
  • Procedure per richieste di cancellazione e scadenza
  • Eccezioni approvate e riesaminate
  • Coerenza tra produzione, replica, backup e archivio

Usare livelli e verificare le scadenze

Una strategia può combinare punti frequenti per pochi giorni, copie giornaliere per alcune settimane e copie mensili o annuali per esigenze motivate. Le durate devono tenere conto dell’immutabilità: un errore su una policy bloccata può diventare costoso e difficile da correggere.

Il riesame periodico confronta policy configurate e requisiti approvati, verifica capacità, job scaduti, cancellazioni, legal hold ed eccezioni. Il test deve includere anche un punto meno recente, perché il recupero storico può avere procedure e tempi diversi.

  • Matrice dati, frequenza, retention e destinazione
  • Allarmi su capacità e mancata scadenza
  • Controllo delle modifiche amministrative
  • Campionamento di punti recenti e storici
  • Verbale di riesame con decisioni e responsabilità

Domande frequenti

Esiste una retention minima valida per ogni azienda?+

No. Dipende da scenari di recupero, processi, dati, obblighi e rischio. La scelta deve essere motivata e approvata.

Conservare tutto per sempre è più sicuro?+

No. Aumenta costi, superficie informativa e possibili problemi di protezione dei dati. Occorre conservare ciò che serve per il tempo necessario.

Il backup vale come conservazione a norma?+

Non automaticamente. Backup operativo e conservazione documentale hanno finalità e requisiti diversi; vanno progettati e verificati separatamente.

Fonti istituzionali

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