Contenuto informativo basato su fonti istituzionali. L’applicazione concreta richiede una valutazione del contesto, del rischio e della normativa vigente.

Partire da mandato e responsabilità

Il Piano Triennale 2024–2026 tratta la sicurezza come componente trasversale della trasformazione digitale e attribuisce al RTD e all’Ufficio per la transizione digitale un ruolo di raccordo. Questo non trasferisce automaticamente al RTD ogni compito operativo: responsabilità, autorità e sostituzioni devono essere definite dall’ente.

Il vertice approva priorità e rischio residuo; i responsabili dei servizi validano impatti e requisiti; le funzioni tecniche applicano e monitorano i controlli. DPO, gestione documentale, acquisti e comunicazione partecipano secondo competenza. Gli eventuali obblighi NIS2 vanno verificati sul perimetro concreto, senza presumere che ogni PA sia soggetta allo stesso modo.

  • Atto o matrice di assegnazione delle responsabilità
  • Responsabile e sostituto per ogni servizio digitale
  • Flusso di escalation tecnico e direzionale
  • Raccordo tra RTD, sicurezza, privacy e gestione documentale
  • Verifica motivata degli obblighi applicabili

Collegare sicurezza e servizi prioritari

Il perimetro deve partire dai servizi erogati a cittadini, imprese e altre amministrazioni e dai processi interni che li rendono possibili. Per ogni servizio occorre conoscere dati, identità, applicazioni, infrastrutture, sedi, persone e dipendenze esterne.

La priorità non coincide necessariamente con il sistema più costoso. Un servizio semplice può avere scadenze inderogabili o sostenere diritti essenziali. La valutazione deve produrre requisiti di disponibilità, integrità, riservatezza e continuità comprensibili anche alla direzione.

  • Catalogo dei servizi e relativo proprietario
  • Dati trattati e utenti coinvolti
  • Impatto di indisponibilità o alterazione
  • Dipendenze tecniche e organizzative
  • RTO, RPO e modalità alternativa

Governare fornitori e incidenti

Il Piano Triennale richiama la gestione del rischio cyber anche negli approvvigionamenti. Contratto e capitolato devono quindi tradurre il rischio in requisiti verificabili: accessi, logging, vulnerabilità, subfornitori, continuità, notifica degli incidenti, restituzione dei dati e supporto all’uscita.

Durante un incidente l’ente mantiene responsabilità decisionali e deve poter accedere a contatti, log ed evidenze senza dipendere da una singola persona del fornitore. Esercitazioni periodiche permettono di verificare ruoli e tempi prima dell’emergenza.

Domande frequenti

Il RTD è automaticamente responsabile di tutta la cybersecurity?+

No. Il RTD ha un ruolo centrale nella transizione digitale, ma l’ente deve assegnare in modo esplicito responsabilità decisionali e operative alle diverse funzioni.

Tutte le PA rientrano nella NIS2?+

L’applicabilità dipende dai criteri del D.Lgs. 138/2024 e dai successivi atti pertinenti. Occorre una verifica motivata sul singolo ente, non una conclusione generale.

Esternalizzare un servizio trasferisce il rischio?+

No. Il fornitore assume obblighi contrattuali e operativi, ma l’amministrazione deve governare servizio, dati, controlli, incidenti e continuità.

Fonti istituzionali

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